“Il Barbiere di Siviglia”: l’opera nelle recensioni dei vincitori.

Alternanza scuola-lavoro, classi I e II Liceo Classico.

Tutor interna: Professoressa Francesca Olivieri.

Premio “Scrivere d’opera”, intitolato“Elena Formica”, già giornalista della Gazzetta di Parma. Si tratta di un concorso di scrittura indetto dal Teatro Regio di Parma, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali e dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, a cura di Angelo Foletto e Valeria Ottolenghi, che ha visto la partecipazione di 150 studenti e insegnanti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado di Parma e provincia.

Al termine di questo progetto i ragazzi delle scuole coinvolte hanno partecipato alla premiazione dei loro lavori in un evento che si è tenuto, come il resto delle lezioni, nel ridotto del Regio. Episodio culminante del nostro progetto di alternanza scuola-lavoro, è stato in grado di farci vibrare le corde del cuore sin dal principio, grazie alla sublime voce di Arianna Cimalin e al timbro deciso di Milo Martani, alla quale sono seguite le commoventi parole del signor Cafiero, marito di Elena Formica, giornalista appassionata di Verdi e scomparsa prematuramente all’età di 51 anni. Con le sue parole, Cafiero ci ha fatto partecipi della vita di una vera e propria ‘‘eroina del melodramma’’, critica musicale d’avanguardia, raccontandoci la sua passione anche attraverso aneddoti che hanno fatto spalancare gli occhi alla maggior parte di noi. Abbiamo capito comela dedizione e l’impegno che metteva in ogni suo operato condizionassero profondamente il suo stile di vita, facendole passare notti insonni al pensiero di aver omesso una virgola in uno dei suoi lavori. L’amore per quello che faceva, non comprensibile da tutti, è stato il biglietto da visita di Elena per tutta una vita vissuta all’insegna della musica. Dopo questa emozionante parentesi, i critici Angelo Foletto e Valeria Ottolenghi, nostri mentori in questo percorso ‘‘alternativo’’, hanno tirato le fila del progetto, introducendo il momento tanto atteso della premiazione, di cui siamo state proprio noi le protagoniste. 

                                                                                                 Vittoria Magnani

Sapevo che durante questo incontro avrebbero dovuto premiare i ragazzi che hanno scritto le migliori recensioni, ma mai mi sarei aspettata di essere tra questi. Quando mi hanno chiamata sul palco mi hanno colto totalmente di sorpresa, infatti ho impiegato un po’ di tempo a elaborare il fatto che avessero appena fatto il mio nome.  Essere arrivata in finale è stato per me un grande traguardo, perché pur non conoscendo molto bene la tecnica vocale, sono riuscita a raggiungere il mio intento di trasmettere le emozioni che l’opera e le voci dei cantanti hanno trasmesso a me. Sono molto contenta, infine, di essermi aggiudicata altri due biglietti per un’altra opera sempre al Teatro Regio, che avrò il piacere di poter scegliere, potendo così provare nuovamente quella sensazione di suspance e adrenalina che si crea quando le luci si spengono e il sipario si alza. Mi rimarrà sempre qualcosa di speciale di quest’esperienza, che mi ha dato grandi soddisfazioni e mi ha reso parte di un mondo a me prima quasi sconosciuto. 

Questa è una di quella cose che, per quanto ci si impegni, non si riuscirà mai a spiegare davvero. Non bastano le parole, non bastano le immagini né i colori. Non mi basta questa realtà per raccontare le emozioni che quest’avventura, che inizialmente guardavo con tanto scetticismo, è stata in grado di regalarmi. In men che non si dica sono stata risucchiata dal vortice di passione, intrighi e fantasia del mondo dell’opera, rendendomene conto solo quando ormai era troppo tardi; ero irrimediabilmente “andata”. Inconsciamente tenevo a questo traguardo più di quanto fossi disposta ad ammettere, e me ne sono resa conto solo quando ho sentito il mio nome fare capolino dalle labbra di Mara Petrabissi e diffondersi nel ridotto che ha ospitato l’evento. Ancora ansante per la corsa di qualche minuto prima, poiché sono perennemente in ritardo, mi sono recata sul palco con le gambe tremanti e un’espressione incredula stampata sul volto, che immediatamente si è trasformata in un sorriso smagliante che ancora oggi spunta fuori se ripenso a quel momento. Non so davvero chi altro ringraziare, se il destino, il caso, mia madre che avuto la forza di portarmi in questa meravigliosa città o i miei fantastici prof, con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Ad ogni modo quella manciata di secondi passati sul palco, davanti a tutti, con l’adrenalina a mille, sono bastati a farmi capire che non voglio più abbandonare il mondo dello spettacolo.


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