DIGNITA’ E DIRITTI DELLA PERSONA - Fondamento e “porta” dell’accoglienza

Sono un’allieva del Convitto Nazionale Maria Luigia di Parma e mi faccio portavoce del mio gruppo classe. Alla luce di quanto abbiamo studiato e di quanto abbiamo avuto modo di leggere ed ascoltare, pensiamo che in un mondo in cui assistiamo all’accentuazione del “localismo” ossia la tendenza a costituire piccole comunità, limitandosi alla costruzione di rapporti soltanto con una cerchia ristretta di persone di cui si “necessita” per raggiungere i propri obbiettivi o con cui si è obbligati a convivere, appare fondamentale ripensare al valore del bene comune. Infatti nonostante la Dichiarazione Nazionale dei Diritti dell’Uomo all’art. 1, abbia chiarito che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”, ancora oggi è diffuso un atteggiamento di chiusura e di difesa verso l’esterno e il diverso.

Il sentimento di ingiustizia è sempre più legato ad una posizione individuale che non ha una visione di insieme. Ne abbiamo esempi lampanti nella vita quotidiana: passiamo dalle continue lamentele dei residenti di quartieri che ospitano immigrati alle proteste dei genitori per un “voto rosso” sul registro del figlio. Ma davanti alle vere ingiustizie, alla dignità calpestata, alle grida non ascoltate perché sovrastate dal frastuono del nostro egoismo, facciamo davvero qualcosa? O piuttosto preferiamo rimanere indifferenti, fingendo di non vedere e di non sentire, con le braccia conserte?

La vera ricchezza, il bene comune, dovrebbe consistere nel tendere la mano a chi è nel bisogno, a partire da piccoli e semplici gesti quotidiani, non limitandosi alla propria sfera personale e ai propri interessi, ma realizzando l’idea di comunità universale che dal secondo dopoguerra ad oggi è rimasta soltanto un lontano ideale.

Ascoltare gli interventi è stato importante per poter affrontare un argomento così attuale, dibattuto e doloroso in modo profondo, sotto la lente di ingrandimento fornita dai giuristi.

Quello che posso pensare è che la dignità dell’uomo nasce proprio dal suo cuore, nel quale la persona trova una legge che non si è dato da solo, ma proviene da Dio, per questo va rispettata per noi e per gli altri.

 Ho voluto inserire questa citazione di Virgilio, in quanto credo che il dibattito, anche di questi giorni, sia dominato da quelle stesse domande che ispirarono il Poeta.

“Huc pauci vetris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Qaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra. Si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale Patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra. Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei,memori del giusto e dell’ingiusto.

(Virgilio, Eneide, Libro I 538-543)

La porta dell’accoglienza è quando non abbassiamo il nostro sguardo davanti a un mondo nuovo che avanza e senza interessi di parte, ci mettiamo all’ascolto di ogni singolo UOMO.

Relazione sul convegno

Venerdì 14 dicembre, dalle 15 alle 19, a Palazzo Soragna, si è tenuto il convegno: “Dignità e diritti della persona: fondamento e “porta” dell’accoglienza”. Il momento vuole essere un'occasione per riflettere sul tema dell’accoglienza senza perdere di vista il tema della dignità e dei diritti. L'incontro è promosso da Comunione e Diritto del Movimento dei focolari, Ciac Onlus, UGCI, Movimento Umanità Nuova e AMU-Associazione Mondo Unito, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del Comune di Parma, del MIUR - Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e dell’Università di Parma.

Le realtà presenti hanno portato la loro testimonianza, in particolare è stato molto significativo il Movimento dei Focolari, fondato da una donna eccezionale Chiara Lubich, che credeva nell’unità fra i popoli e nella fratellanza universale.

La peculiarità di questo convegno è stata quella di unire esperienze di associazioni con progetti concreti, ideati per aiutare e nobilitare la vita dell’uomo in ogni parte del mondo e lo studio giuridico del concetto di dignità e diritti dell’uomo.

Il convegno, grazie al contributo degli esperti e agli interventi a tema ha voluto  porre l’attenzione sul valore dell’accoglienza, quella che muove il primo passo nella direzione del “riconoscimento dell’Altro come soggetto degno di rispetto, al quale va riconosciuta - prima ancora che la solita sequela dei diritti più o meno fondamentali, più o meno vanamente declamati - la dignità umana”.

Al tavolo dei relatori erano presenti Andrea Nicolussi, Professore di Diritto civile all’Università Cattolica di Milano e Giuseppe Spadaro, Presidente del Tribunale dei Minori di Bologna. L’incontro è stato coordinato daAdriana Cosseddu, Professore di Diritto penale all’Università di Sassari.

Per il Comune di Parma sono intervenuti l’Assessora alla Partecipazione e diritti dei cittadini Nicoletta Paci che ha aperto  l’incontro con un indirizzo di saluto, al quale sono seguiti quelli del Prefetto Giuseppe Forlani e del Magnifico Rettore, Paolo Andrei.

Benedetta   Storti     

IIIa Liceo Europeo "Maria Luigia"


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